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Il 3° convegno nazionale sul cooperativismo chiude una fase
pionieristica e apre le porte ad importanti progetti ed iniziative
A pochi giorni dalla conclusione del 3° convegno nazionale di
Fiuggi, organizzato dal Coordinamento Nazionale delle Cooperative mediche ed
incentrato sul cooperativismo medico come risorsa nella riorganizzazione delle
cure primarie, è possibile tracciare un primo bilancio.
Un grande progetto che ha visto la partecipazione di circa 185
relatori, per un totale di oltre 400 presenze impegnate nei gruppi
di lavoro e nelle sessioni plenarie. Una nuova ed impegnativa modalità
congressuale, strutturata secondo una modalità partecipativa, che ha permesso lo
scambio ed il confronto tra professionisti di diversi settori in merito ai tre
principali cardini di discussione:
1. la cooperazione medica; 2.
l'integrazione
socio-sanitaria; 3. le risorse per le cure
primarie extra-sanità.
Importanti personalità delle istituzioni, della cooperazione, delle
società scientifiche, del mondo accademico, dei sindacati medici, della
cooperazione internazionale hanno preso parte all'importante appuntamento
fortemente voluto dal CMCN e dal suo referente nazionale dott. Crescenzo
Simone. lavori sono stati aperti dal Dott. Simone assieme al Dott.
Giacomo Melillo, segretario nazionale FIMMG, Claudio Cricelli,
presidente nazionale SIMG, Luciano Poletti presidente Legacoop,
Vincenzo Mannino, segretario generale di Confcooperative e Padre don
Andrea Cristiani fondatore del Movimento Shalom, tutti solidali e
propositivi sulla questione del cooperativismo medico. Il convegno ha visto anche la graditissima presenza alla tavola
rotonda di sabato pomeriggio del dott. Mauro Martini, presidente dello
SNAMI, che fino ad oggi, pur avendo tra i suoi iscritti molti medici soci di
cooperative, era stato uno dei sindacati medici con più dubbi e perplessità
sulla cooperazione medica, e che a Fiuggi ha portato l'interesse ed il
contributo fattivo dello SNAMI ad un percorso certamente non facile ma, dopo
Fiuggi, certamente più concreto e delineato.
Un'altra illustre presenza che ha
sostanziato i lavori congressuali è stata quella dell'europarlamentare Gianni Pittella, capo della delegazione italiana gruppo PSE, che in merito alle
possibilità di "ristrutturazione" della sanità avanzate dall'associazionismo
medico ha commentato “l’Europa può far molto per la riqualificazione della
sanità pubblica (…). Per il solo Mezzogiorno d’Italia, sono infatti
disponibili come fondi strutturali 21,6 miliardi di euro. E’ importante
tuttavia concentrare le risorse, per evitare le inutili dispersioni del passato.
Uno dei progetti sui quali vale la pena concentrarsi è la promozione di servizi
collettivi ritenuti essenziali per migliorare la qualità di vita dei cittadini.
I fondi europei possono, quindi, concretamente sostenere i progetti portati
avanti dalle cooperative. In tal senso si dovrebbe supporre una doppia “premialità”,
la prima del governo verso le regioni, la seconda delle regioni all’interno dei
propri documenti strategici. In tal modo potrebbero essere favorite quelle
realtà che concretamente e fattivamente incoraggiano l’associazionismo
cooperativo, produttore di servizi e risorse per i cittadini”.
L’euro-parlamentare nel
corso della tavola rotonda si è introdotto sulla scia delle argomentazioni
aperte da uno dei seminari più fattivi e stimolanti del convegno: “Il governo
dei sistemi sanitari del Mezzogiorno tra programmazione e valorizzazione: il
ruolo delle cooperative mediche”. Il gruppo di lavoro, coordinato da Egidio
Giordano, Franco Russo e Nunzio Gesualdi, ha infatti illustrato le opportunità
offerte dalla programmazione strategica unitaria per il periodo 2007-2013 e
l’approccio individuato per realizzare gli interventi. Il Mezzogiorno d’Italia
soffre infatti una situazione di minorità rispetto al centro-nord del Paese per
carenze strutturali, tecnologiche ed infrastrutturali che determinano a loro
volta una “migrazione sanitaria”. a riduzione del gap con il
Centro-Nord è quindi anche legata all’attrazione di risorse per la
riqualificazione del sistema sanitario e dei servizi offerti. All’interno del
seminario si è quindi proceduto con l’elaborazione e la condivisione di idee
atte a facilitare l’accesso della cooperazione medica ai fondi comunitari e
nazionali per attivare interventi progettuali realizzabili. Così come commentano i
coordinatori del seminario “il tema della salute è considerato uno degli
obiettivi della strategia di sviluppo regionale per il periodo 2007-13 ed è
ritenuto fondamentale per accrescere la competitività dei territori e per
garantire il raggiungimento di un elevato grado di coesione economica e sociale”.
Tante le iniziative,
straordinarie e da tutte le regioni d’Italia le esperienze presentate, le
proposte avanzate e le valutazioni condivise nel corso dei tre giorni. Renato Del Monaco,
direttore sanitario di Fiuggiterme, padrone di casa e coordinatore scientifico
di uno dei seminari dedicati al termalismo nella pratica della medicina
generale, ha così commentato la valenza del seminario da lui coordinato: – “con
questo seminario si è voluto porre l’attenzione su significative esperienze di
prevenzione primaria e di induzione di corretti stili di vita in medicina
generale e medicina termale con riferimento specifico al coordinamento di
percorsi integrati. La formazione del medico di Medicina generale sulle
competenze della medicina termale è, infatti, un modo di sottolineare
consonanze capaci di produrre percorsi di medicina generale in ambito termale”.
A poche ore dalla
conclusione del congresso gli organizzatori si sono quindi detti pienamente
soddisfatti degli obiettivi raggiunti. Crescenzo Simone, referente del CMCN e
coordinatore scientifico del convegno ha infatti espresso il proprio
compiacimento alla conclusione di uno straordinario evento che ha chiuso
positivamente un ciclo della cooperazione medica in Italia. Il Coordinamento Nazionale delle cooperative mediche
–
spiega il Dott. Simone - non è più un volere di pochi idealisti
ma una realtà nazionale, consistente e riconosciuta, se ha pensato,
voluto ed organizzato un evento con questi numeri e tali elaborazioni.
Abbiamo davanti altri
impegni ed altre fatiche che richiedono ancora più risoluzione e
responsabilità. Bisognerà infatti dare seguito a quanto avviato nel corso di
questi tre giorni. E lo si farà con la più ampia partecipazione e condivisione.
Questi tre giorni di lavori sono stati particolari anche per uno
straordinario clima relazionale di sintonia ed affetto che si è vissuto tra i
partecipanti durante le attività congressuali e dopo, forse anche incoraggiato
dal toccante contributo di don Andrea per il Burkina Faso. IL CMCN e la
cooperazione già a Fiuggi hanno presentato al Movimento Shalom l’ambulanza
per il Burkina Faso attrezzata anche con culla neonatale che nei
prossimi mesi raggiungerà il poverissimo paese africano. Il CMCN non
deve mai diventare un luogo di silenzi e di assensi che sequestri saperi e
decisioni ma un naturale luogo di confronto. Quando non sarà più questo,
allora il CMCN sarà finito”
Fiuggi è risultata così un elemento strategico e di crescita per
il cooperativismo medico come risorsa per la “ristrutturazione” del sistema
sanitario con l’uscita definitiva dall’autoreferenzialità per entrare in una
rete diffusa e consolidata. Il convegno è stato tutto ciò: incontro, confronto e progettazione.
Con il 3° convegno di Fiuggi si è definitivamente chiusa, per il
cooperativismo medico, una troppo lunga fase pionieristica, sperimentale e
sostanzialmente marginale nel panorama sanitario, e si è aperta una fase
totalmente nuova ed impegnativa dove lo strumento cooperativo nella produzione
di servizi per gli operatori delle cure primarie entra a pieno titolo nella
contrattazione sindacale e nell'organizzazione distrettuale per contribuire a
riorganizzare le cure primarie e vincere la sfida delle cure territoriali con
tutti i soggetti coinvolti. Questo del 2008 chiude così un ciclo triennale iniziato nel
2006 avendo raggiunto gli obiettivi preposti: legittimazione del CMCN
come strumento nazionale funzionale utile e riconosciuto da tutti, fuoriuscita
definitiva della cooperazione medica dal silenzio e dalla marginalità in cui era
stata relegata, definizione di una linea condivisa con produzione di numerosi
progetti e proposte su cui è possibile lavorare insieme per qualche decennio.
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